San Tommaso ha illustrato nelle sue opere le cinque vie per dimostrare l'esistenza di Dio ed una di queste, la seconda fa riferimento al concetto di causa.
"Ex ordine causarum efficientium", ovvero dalla causa efficiente, indica che tutto ciò che è presente nel nostro micro cosmo è diretta conseguenza di qualcos'altro.
Il concetto viene reso esplicito nel commento seguente, tratto dal sito:
È evidente, che ci sono cose che cominciano ad esistere. Ma non è possibile che una cosa sia causa efficiente di se stessa. Se così fosse dovrebbe essere anteriore e a se stessa, il che è impossibile. Inoltre non è possibile che nella serie delle cause si possa procedere all’infinito, bisogna, dunque, ammettere una Prima Causa Efficiente Incausata, tale è solo Dio, ragione di se e causa di tutto ciò che è distinto da se.
Nell'età moderna Cartesio (1596-1650) vide nel metodo matematico la via più rigorosa per giungere a verità indiscutibili e propugnò l'estensione del metodo matematico alla filosofia, dando vita al razionalismo continentale.
Anche Cartesio offre prove dell' esistenza di Dio; in lui la ricerca del divino non nasce da un' esigenza teologica come poteva cadere per i filosofi scolastici medioevali, quanto piuttosto dalla necessità di stabilire la concreta realtà oggettiva del mondo.
Nel dizionario cartesiano presente nel sito: https://www.scuolafilosofica.com/469/dizionario-cartesiano
Il principio di causa interpretato da Cartesio prevede due eventi, detti causa ed effetto, nel quale, posto il primo, si determina necessariamente anche il secondo. Così la relazione è di una doppia implicazione: l’effetto se e solo se la causa.
La causa eminente è quella relazione di causa effetto dove la natura della causa è pienamente conservata dalla natura dell’effetto.

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